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Scritto da Alessandro Bechis   

Agrometeo 11 novembre 2009 - L'estate di San Martino

Oggi è l’11 novembre, cioè San Martino. Da secoli questa festa coincide con l’inizio dell’annata agraria, quindi può essere considerata come il vero e proprio Capodanno dell’agricoltura.

Ritornando alla situazione agro-meteorologica del nord Italia, le ultime precipitazioni che hanno interessato gran parte del nostro territorio, hanno avuto il merito di apportare buoni quantitativi di acqua a bassa quota e di neve in montagna. Sappiamo tutti l’utilità della neve sui monti, fondamentale riserva idrica per i nostri fiumi e per i canali utilizzati ad esempio per l’irrigazione delle risaie. Gli accumuli nevosi sono risultati piuttosto abbondanti sulle zone alpine torinesi e cuneesi, dove localmente a 2000 m si è sfiorato il metro di neve fresca al suolo; anche sull’Appennino la neve è caduta molto abbonante.

Non si tratta di un evento inusuale vista la stagione, ma si tratta senza dubbio di un episodio molto incisivo.

Nei prossimi giorni le temperature in quota tenderanno a risalire a causa di correnti d’aria più mite ed umida provenienti dal Mediterraneo e dall’Atlantico. Questa situazione comporterà una fusione abbastanza accentuata del manto nevoso al di sotto dei 1500 m, mentre le riserve idriche a quote più alte non dovrebbero essere intaccate. Inizierà quindi una fase meno fredda, ma sempre tipica per il mese di novembre. Ricordiamoci che questo è un mese di transizione, caratterizzato talvolta da gelate in pianura e magari anche da giornate piuttosto miti, che ricordano di più le classiche ottobrate.

Nei prossimi giorni la nuvolosità impedirà totalmente la formazione degli insidiosi banchi di nebbia notturni in Pianura Padana, ed inoltre tenderà a far salire di molti gradi le temperature notturne con la totale scomparsa delle gelate.

Le precipitazioni previste in questa prossima fase saranno comunque molto esigue, e limitate alla Liguria, all’alto Piemonte e all’alta Lombardia, cioè le zone più esposte all’azione delle correnti meridionali nei bassi strati. La nuvolosità farà sì che l’evapotraspirazione del terreno si annulli e quindi l’acqua scesa nei giorni scorsi, rimarrà tutta intrappolata nel terreno, mantenendo in alcune zone un moderato ristagno idrico, tipico comunque del periodo tardo-autunnale.