| Scritto da Alessandro Bechis |
Agrometeo 14 ottobre 2009 - prime gelate fino in pianura
Nello scorso fine settimana una perturbazione atlantica ha riportato qualche rovescio e temporale sparso, in particolare sulle pianure, mentre ancora una volta le zone alpine sono rimaste ai margini della circolazione depressionaria.Ne consegue che buona parte delle zone montuose più interne (e quindi più riparate dalle correnti umide e perturbate) sono in moderato deficit idrico, mentre la situazione in pianura è buona. I venti di föhn in ingresso dallo scorso lunedì hanno fatto riprendere l’evapotraspirazione del terreno, favorendo quindi la diminuzione del contenuto di umidità presente nel suolo.Il vento sta risultando più forte e duraturo negli sbocchi vallivi dell’alto Piemonte e dell’alta Lombardia, cioè le zone più esposte all’influenza delle correnti da nord. Su buona parte delle zone pianeggianti, invece il föhn si è fatto sentire in maniera molto meno evidente e limitato al pomeriggio di lunedì.Il föhn ha il merito di mantenere le temperature su valori elevati, infatti nelle località maggiormente influenzate, le temperature non sono scese al di sotto dei 7-10°C, mentre nelle zone protette dall’azione del vento, si è registrato un calo termico più consistente, fino a raggiungere localmente temperature al di sotto dello zero. Queste sono le prime brinate della stagione, più precoci rispetto agli scorsi anni. I danni all’agricoltura sono molto ridotti, in quanto le aree colpite dalle gelate notturne sono state ancora poche, ma nelle prossime notti le gelate si faranno ancora più intense e diffuse. Sono attesi valori al di sotto dello zero su buona parte della Pianura Padana, in particolare si avranno valori anche inferiori a -2/-3°C nelle zone più riparate del torinese, astigiano ed alessandrino.Questa situazione caratterizzata da freddo e secco, continuerà ancora almeno fino al termine della settimana, mentre tra circa 7-10 giorni sembra esserci un primo timido cambiamento. Il ritorno delle correnti atlantiche previsto da alcuni modelli matematici, potrà far ritornare sul nord Italia le normali perturbazioni autunnali in grado di portare accumuli omogenei su tutto il territorio e quindi la scomparsa del deficit idrico.La proiezione è ancora molto incerta, quindi ci saranno nuovi aggiornamenti nel prossimo editoriale |