| Scritto da Alessandro Bechis |
Agrometeo 28 ottobre 2009 - neve sui monti
La pertubazione di cui si accennava nello scorso editoriale, è puntualmente arrivata sul nord Italia tra il pomeriggio di mercoledì e giovedì scorso. Gli accumuli sono risultati abbastanza omogenei su tutto il territorio, con punte massime in Liguria, dove ci sono anche stati locali allagamenti, e sulle zone alpine, in particolare nel Triveneto. La neve è scesa fino a quote basse nel cuneese, infatti qualche fiocco umido è sceso perfino nella città di Cuneo a quasi 600 metri di quota. La posizione più riparata di questa località la rende unica nel panorama climatico italiano: la catena alpina funge da barriera e quindi limita notevolmente l’effetto dell’aria calda mediterranea. Altrove la neve è caduta a quote più alte, con buoni accumuli oltre i 2000 m. Successivamente le temperature sono risalite di parecchi gradi, accelerando la fusione della neve caduta in precedenza. Nei versanti montani esposti a sud il manto bianco è quasi ovunque molto rimaneggiato, mentre a quote più alte e nei versanti d’ombra la neve ha subito meno danni. Si tratta di un aumento termico molto evidente e fuori dalla norma del periodo.Le precipitazioni cadute nei giorni scorsi hanno di fatto attenuato il deficit idrico presente fino alla scorsa settimana, anche se in alcune zone come buona parte dell’Emilia Romagna, o le zone alpine più interne di Piemonte e Valle d’Aosta, risultano ancora in marcata siccità. Le temperature al di sopra della media non hanno consentito il regolare avvicinamento della natura verso la stagione invernale; ne consegue che nelle zone non interessate dalle gelate di due settimane fa, la vegetazione sta ancora assumendo caratteristiche più tipiche della prima parte dell’autunno. Nei prossimi giorni le temperature tenderanno gradualmente a scendere, fino a portarsi su valori più consoni del periodo. Invece per quanto riguarda le precipitazioni, essere rimarranno pressoché assenti ancora per molti giorni, anche se nella prossima settimana l’ingresso di correnti più umide di origine atlantica potranno riportare qualche pioggia sparsa sulle nostre regioni. Infine, almeno fino a lunedì o martedì della prossima settimana non sono attese brinate a bassa quota. |