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Scritto da Alessandro Bechis   

Agrometeo 9 dicembre 2009 - gli effetti dell'inverno

Ci eravamo lasciati la scorsa settimana parlando dell’inizio dell’inverno e degli effetti che questa stagione ha nei confronti della natura e quindi anche dell’agricoltura.

Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da molta variabilità, con neve fino a quote collinari tra il 3 e il 4 dicembre, clima abbastanza freddo nel fine settimana e rialzo delle temperature tra lunedì e martedì a causa di aria più mite ed umida di origine atlantica, quando la neve è caduta solo in media-alta montagna, generalmente oltre i 1500 metri, cioè una quota piuttosto elevata per il periodo. Ma siamo ancora in una fase di transizione, che talvolta può vedere forti ondate di gelo o fasi miti autunnali.

Bisogna comunque ricordare che questo periodo relativamente caldo finirà molto presto, infatti nel prossimo fine settimana inizierà a giungere aria più fredda da nord-est che riporterà le gelate e forse qualche fiocco di neve su alcune zone del nord, come nelle zone pedemontane del Piemonte più esposte alle correnti fredde da est che impattano lungo la barriera alpina.

Il freddo in arrivo non avrà particolari ripercussioni sull’ambiente circostante, considerato che ormai la natura da alcuni giorni è entrata in riposo vegetativo. Anzi, come dicevo la scorsa settimana, il freddo è utile alle piante. Avevo parlato del fabbisogno di freddo che necessita il grano tenero per potersi sviluppare nella stagione successiva, o l’azione strutturante dell’effetto gelo-disgelo del terreno.

Oltre alle colture erbacee, anche quelle arboree hanno necessità di accumulare freddo nella stagione invernale. E’ l’esempio di quasi tutte le piante da frutto che vengono coltivate in Pianura Padana o nelle vallate alpine, come peschi, albicocchi, meli, peri, ed altro ancora; ogni pianta ha bisogno di un determinato numero di ore ad una certa temperatura per poter svolgere la fioritura e quindi la fruttificazione durante la primavera seguente.

Il fabbisogno di freddo varia di pianta in pianta, ma è comune questa caratteristica nelle specie coltivate in ambienti temperato-continentali come può essere la Pianura Padana.Nei prossimi giorni le piante avranno modo di iniziare ad accumulare il freddo necessario, infatti le temperature probabilmente si manterranno su valori bassi per buona parte del mese di dicembre, regalando magari anche la neve, fenomeno sempre più messo in crisi dal riscaldamento globale.